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Psicologia Contemporanea n. 261 - maggio/giugno 2017
Rivista bimestrale - Direttore Luca Mazzucchelli

In questo numero: Totò, Cialdini e i principi di persuasione a cura di Philp Zimbardo. ALL'INTERNO Cialdini parla del suo nuovo libro ''Pre-suasione'', approfondimento del tema trattato nel 4° capitolo del libro "Siamo uomini e caporali", ovvero i principi di persuasione e tecniche di difesa.

 

"Padre e figlia, Siamo uomini o caporali?" 2010, 21x28cm. Pennarello e china.

Per gentile concessione di Sergio Staino.

Se uomini con un carattere da caporale cominciano ad appropriarsi del concetto di libertà,

allora la libertà naviga in cattive acque.

Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

Diventare Cattivi, Diventare Eroi

Luca Mazzucchelli, direttore di Psicologia Contemporanea intervista il prof. Zimbardo

Perché alcune persone, in determinate condizioni, diventano inspiegabilmente violente, cattive, diaboliche? Come spiegare queste trasformazioni impensabili? Come possiamo diventare degli eroi?

Il prof. Zimbardo presenta "Siamo uomini e caporali"

"Si tratta di un libro molto importante di Salvatore Cianciabella poiché dimostra come tutti noi dobbiamo disobbedire all'autorità ingiusta. Tutti noi siamo addestrati ad obbedire all'autorità: ai genitori, ai sacerdoti, agli insegnanti, ma talvolta tali autorità non sono giuste e dobbiamo ribellarci a loro. E questo è ciò che Totò ha fatto in tutta la sua vita, nei suoi film cercava di mostrare il rispetto per le brave persone e, al contempo, sfidava e prendeva in giro, derideva e disobbediva all'autorità ingiusta. Tutto questo riguarda la Psicologia della disobbedienza, che è ciò che sto studiando con il mio bravo collega in Sicilia, Piero Bocchiaro.
Ti auguro buona fortuna con il tuo libro
".

"This is a very important book of Salvatore Cianciabella because it shows how all of us must disobey unjust authority. We all are trained to obey authority: parents, priests, teachers, but somethimes those authorities are not just and we must rebel against them. And this is what Totò did in his all life, in movies was to show how you respect good people but you challenge, you make fun of, you mock and you disobey unjust authority. So it's really the Psychology of Disobedience, which is something that I am studying with my good colleague in Sicily, Piero Bocchiaro.
I wish you luck on your book".

"Il potere è come la droga: il bisogno dell'uno e dell'altra è ignoto a chi non li ha provati, ma dopo l'iniziazione, che può essere fortuita, nasce la dipendenza e la necessità di dosi sempre più alte; nasce anche il rifiuto della realtà e il ritorno ai sogni infantili di onnipotenza".

Primo Levi ("I sommersi e i salvati")

PREFAZIONE di Philip G. Zimbardo

(Professore Emerito dell’Università di Stanford ed ex Presidente dell'Associazione degli Psicologi Americani)

L'Esperimento del Carcere Simulato di Stanford ha mostrato in che modo la maggior parte di noi possa subire significative trasformazioni del carattere, una volta immersa nel gioco delle forze sociali. Ciò che immaginiamo che faremmo quando ne siamo fuori non somiglia molto a ciò che diventiamo e a ciò che siamo capaci di fare una volta intrappolati nel sistema.

Attraverso il cinema, ed in particolar modo utilizzando i film di Totò, il collega Cianciabella riprende alcuni concetti di Psicologia Sociale e risultati della ricerca scientifica che spiegano in che modo persone «normali» possano trasformarsi in «carnefici». Il linguaggio cinematografico permette più facilmente di raggiungere il cuore della gente, soprattutto con attori che hanno fatto e continuano a far divertire. Bisogna però anche tenere conto dei risultati ottenuti in ambito scientifico, soprattutto negli ultimi cinquant'anni che ci hanno dimostrato come le variabili di personalità possano avere scarsa utilità predittiva, in quanto, gli individui si ritrovano coinvolti ad essere «soggetti» a variabili apparentemente minori come i ruoli sociali, le regole, le forze situazionali presenti in determinati sistemi di potere che, a volte, sono concepiti per salvaguardare e sostenere loro stessi. Ogni comportamento ed ogni situazione vanno considerati sempre all'interno di contesti più ampi, di sistemi che definiscono l'architettura, i contesti di significato all'interno dei quali vanno interpretati.

Probabilmente l'esperimento di Stanford, come certi film di Totò, seppur nelle loro specificità e distanze dal punto di vista culturale e scientifico, destano interesse al grande pubblico proprio per il modo in cui permettono di far riflettere su concetti come l'autorità, il dominio, il potere, aiutando e stimolando la riflessione sulle dinamiche e i rapporti tra oppressori/oppressi.

Sicuramente il cinema può aiutare a comprendere certe dinamiche psicologiche, ma è necessario che venga utilizzato con competenza. De Curtis può aiutare a comprendere il concetto di eroismo e di disobbedienza attraverso la riflessione e lo studio di quelle persone che hanno resistito e combattuto, che hanno assunto le proprie responsabilità, che hanno saputo distinguere tra coloro che detengono l'autorità per competenza e saggezza e coloro che esigono obbedienza basandosi soltanto sul potere loro attribuito.

Tutti noi, in qualità soprattutto di genitori o di insegnanti, dovremmo avere un ruolo più attivo nell'insegnare ai bambini questa differenza riducendo la tendenza all'obbedienza cieca verso autorità che si proclamano tali ma che antepongono le loro priorità al benessere comune.

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NOTA INTRODUTTIVA di Liliana De Curtis

(Figlia di Totò)

«Perdincibacco!» avrebbe esclamato mio padre, dopo aver letto questo libro. Un testo stimolante e nuovo per l'utilizzazione che viene fatta dei suoi film già all'avvio della monografia, presentando il libro con il film del 1955 di Camillo Mastrocinque, "Siamo uomini o caporali", indicando al lettore a livello di felice exemplum l'apologo che l'opera cinematografica sottintende e veicola, con allusioni continue proprio al processo di caporalizzazione cui alcuni personaggi del film alludono, tutti magnificamente interpretati da Paolo Stoppa. Tra l'altro l'aggancio del film al tessuto scientifico è offerto proprio dal fatto che è uno psichiatra del manicomio (Nerio Bernardi) a recepire la teoria espressa dal personaggio Totò Esposito, secondo la quale gli uomini, come indica il titolo in modo apodittico (e non interrogativo), si dividono in uomini e caporali.

Il testo è il risultato di uno studio complesso e ricco di rimandi alle esperienze nefaste del secolo scorso che sono le colture ideali per lo sviluppo del gregarismo di massa e, dunque, anche del caporalismo, più o meno innocuo ma anche devastante, come per esempio avviene nella figura del kapò nei "konzentrazionlager". Su Totò si è scritto molto e fu proprio mio padre a scrivere il primo libro, "Siamo uomini o caporali?", pubblicato nel 1952, a cui Salvatore fa riferimento (e a cui si è ispirato il film omonimo), per cercare di fare il punto su una questione aperta esattamente un secolo fa durante la sua esperienza militare. 

In molti studi Totò è stato messo in rapporto al teatro, al cinema, all‟arte, alla letteratura, ma questa è la prima volta che viene utilizzato in uno studio scientifico che permette di far chiarezza su quel generale atteggiamento anarcoide del personaggio-Totò che rimanda al clown Augusto classico, permettendo così di cogliere il potenziale antigerarchico come reazione al caporalismo. Sicuramente un libro che mio padre avrebbe voluto leggere.

"Se la capacità di disobbedire ha segnato l’inizio della storia umana, 

può darsi benissimo che l’obbedienza ne provochi la fine."

E. Fromm, La disobbedienza e altri saggi